Spazio, l’Italia va su Marte (con ExoMars) a caccia di vita

Il razzo Proton

Il razzo Proton

Al cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, il razzo Proton è pronto: alle 10.31 ora italiana di lunedì 14 marzo decollerà per portare su Marte l’Europa con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), e una bella fetta di tecnologia italiana, con gli strumenti scientifici della missione Exo-Mars. Il viaggio durerà 7 mesi, l’arrivo sul pianeta rosso è previsto per il 19 ottobre quando la sonda Tgo (Trace gas orbiter) entrerà nell’orbita di Marte dopo un viaggio di 141 milioni di chilometri. Il lander Schiaparelli tenterà poi un atterraggio controllato nella zona del Meridiani Planum, non distante da dove si trova il rover della Nasa Opportunity.
TECNOLOGIA ITALIANA
A ExoMars il nostro paese partecipa con il 32% degli 1,3 milioni di euro totali e con alcuni strumenti realizzati interamente dalle industrie italiane. Fra gli altri: il trapano che scaverà il sottosuolo marziano alla ricerca di tracce di vita e il modulo Schiaparelli che invierà dati dal suolo mentre la sonda Tgo resterà a orbitare intorno al pianeta scansionando dall’alto la sua superficie. La seconda fase della missione — il cui lancio è previsto nel 2018 — si dedicherà alla ricerca vera e propria delle tracce di vita marziana. Un trapano realizzato in Italia sarà montato su un robot con le ruote, penetrerà nel terreno fino a 2 metri di profondità e analizzerà i campioni raccolti.
A CACCIA DI VITA
Il programma ExoMars, in collaborazione con Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) e con il forte contributo dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), che ha anche sviluppato insieme all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), lo strumento Inrri (Instrument for landing-roving laser retroreflector investigations), ha come principali obiettivi scientifici la ricerca di tracce di vita passata e presente su Marte, la caratterizzazione geochimica del pianeta, la conoscenza dell’ambiente e dei suoi aspetti geofisici e l’identificazione dei possibili rischi per future missioni umane. Il programma è appunto suddiviso in due missioni. Nella prima, protagonista è il modulo Tgo (Trace gas orbiter) che raggiungerà l’orbita di Marte per indagare la presenza nell’atmosfera di gas che possano essere indizi di una vita attiva sul pianeta. Poco prima di raggiungere l’orbita, verrà rilasciato il modulo Edm (Entry and descent demonstrator module), denominato Schiaparelli, contenente la stazione meteo ed altri strumenti. La missione 2016 fornirà anche un collegamento dati tra la Terra e un rover marziano che sara’ utilizzato nelle successive missioni.
Marte e la Terra

Marte e la Terra

LA SECONDA MISSIONE
Nella seconda missione (2018) l’obiettivo è portare su Marte un veicolo in grado di muoversi sulla superficie del pianeta e di penetrarne ed analizzarne il suolo. Il veicolo spaziale sarà costituito da un Carrier Module (modulo di trasporto) e da un Descent Module (modulo di discesa), sulla cui piattaforma di atterraggio sarà alloggiato il Rover, capace di prelevare campioni di terreno a una profondità di due metri a di analizzarne le proprietà chimiche, fisiche e biologiche. Nel programma ExoMars il gruppo Finmeccanica, direttamente e indirettamnte, ha un ruolo di primo piano. L’Esa ha assegnato a Thales Alenia Space Italia (joint venture partecipata al 33% da Finmeccanica e al 67% da Thales) la leadership di entrambe le missioni oltre alla responsabilità complessiva di tutti gli elementi. Per ExoMars 2016, Thales Alenia Space ha realizzato presso il proprio stabilimento di Torino il modulo Edm. Il modulo orbitante Tgo è invece stato realizzato presso lo stabilimento di Cannes. Per quanto riguarda la missione 2018, Thales Alenia Space Italia si occuperà dello sviluppo del sistema di navigazione e guida del Carrier Module e del Descent Module e del progetto del sistema Rover, compresa la realizzazione del laboratorio analitico.

About nitronews