Cina, l’idea antismog: annaffiare le metropoli

L’idea antismog è un po’ balzana ma semplice: piazzare tanti irrigatori in cima ai palazzi più alti per annaffiare le città come fossero giardini. E’ venuta in mente al cinese Shaocai Yu, ricercatore dell’università di Zhejiang e di quella statunitense del North Carolina, il base al principio che spruzzare acqua dagli edifici potrebbe ridurre l’inquinamento atmosferico nelle metropoli della Cina. L’idea di simulare la pioggia che “lava” lo smog è stata lanciata in un articolo pubblicato sulla rivista Environmental Chemistry Letters: l’acqua usata potrebbe addirittura essere raccolta e riutilizzata, così da non aggravare la scarsità delle risorse idriche. Stando al ricercatore, questo sistema contribuirebbe a ridurre la concentrazione di polveri sottili mantenendola entro la soglia dei 35 microgrammi per metro cubo nelle grandi metropoli cinesi, dove negli ultimi 30 anni la crescita economica e industriale ha portato a un’impennata dell’inquinamento causato da carbone, traffico e combustibili per il riscaldamento. Yu è convinto, “questo approccio è sicuro da un punto di vista ambientale e può essere facilmente implementato sul larga scala e a basso costo. Se si può trascorrere una mezz’ora al giorno ad annaffiare il giardino, si possono anche dedicare 30 minuti a spruzzare acqua nell’atmosfera per mantenere l’aria pulita”. Facile no?
OGNI ANNO MEZZO MILIONE DI MORTI DI SMOG
Del resto ogni anno lo smog in Cina uccide dalle 350 alle 500 mila persone. Morti premature causate dagli elevati tassi d’inquinamento dell’aria delle metropoli. Ad affermarlo è Chen Zhu, ex ministro della Sanità della Cina fino allo scorso anno. Chen è professore di medicina e biologo molecolare, e a oggi è il più alto funzionario del Governo ad aver ammesso l’alto costo umano della rapida crescita industriale del Paese. Fino a poco tempo fa – riporta il Telegraph – la posizione dell’amministrazione centrale era di censurare severamente il numero dei decessi legati all’inquinamento ambientale. “Gli studi della Banca mondiale, dell’Oms e dell’Accademia cinese per la pianificazione ambientale sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute – spiega Chen – hanno evidenziato che ogni anno muoiono prematuramente in Cina dalle 350 alle 500 mila persone a causa dell’inquinamento dell’aria”. La stima che fanno gli autori è inferiore a quanto riportato nel 2010 dallo studio del Global Burden of Disease Study, pubblicato su Lancet, che ha calcolato come le particelle sospese di dimensioni inferiori a 2,5 micron di diametro (PM 2.5) hanno causato 1,2 milioni di morti premature in Cina nel solo 2010.

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